12.1 Sistema culturale e rete dei beni
MESSINA… una città che riconosce la propria identità è una città che sa dove andare. La cultura non è un settore, è l’infrastruttura invisibile che tiene insieme una comunità, ne costruisce il senso e ne orienta il futuro.
LA VISIONE
Messina è una città dalla straordinaria densità simbolica e culturale, ma ancora oggi questa ricchezza non si traduce in un sistema organizzato e riconoscibile. Il patrimonio storico, artistico e identitario esiste, ma vive in una condizione di frammentazione, spesso scollegato dalla vita quotidiana della città e dalle sue dinamiche economiche e sociali.
Dalla dimensione iconica dello Stretto, luogo unico al mondo sospeso tra mito e geografia, al valore universale delle opere di Antonello da Messina e Caravaggio, fino alla stratificazione delle tradizioni popolari, religiose e marinare, Messina possiede una narrazione potente che però non è ancora stata trasformata in un racconto contemporaneo, condiviso e strutturato.
Il problema non è la mancanza di contenuti, ma l’assenza di una acculturata regia. Musei, teatri, biblioteche, beni monumentali e spazi culturali operano spesso come entità isolate, senza un coordinamento strategico, senza una visione comune e senza una continuità nella programmazione.
Allo stesso modo, il rapporto tra centro e periferie, tra città e villaggi, resta debole: il patrimonio culturale diffuso non è ancora riconosciuto come parte integrante di un sistema unitario.
L’obiettivo è costruire un sistema culturale cittadino integrato, capace di mettere in rete luoghi, istituzioni, comunità e produzioni contemporanee, trasformando la cultura in una leva strutturale di sviluppo, identità e coesione.
Una città che organizza la propria cultura non solo valorizza il passato, ma costruisce il proprio futuro.
L’AZIONE
L’amministrazione attiverà un Piano strategico della cultura con obiettivi, risorse e cronoprogramma chiari, che definisca un unico centro di controllo per il sistema culturale cittadino.
Sarà istituita una cabina di coordinamento culturale permanente tra Comune, enti culturali, università e operatori del settore, con il compito di programmare, integrare e monitorare tutte le attività culturali della città. Verrà realizzata una rete digitale unica della cultura messinese, con piattaforma online e app, che integri eventi, musei, teatri e percorsi culturali, rendendo accessibile e fruibile l’intera offerta cittadina in modo semplice e coordinato.
Sarà introdotto un biglietto unico integrato per l’accesso ai principali siti culturali e museali, al fine di incentivare la fruizione e aumentare la permanenza media dei visitatori in città.
L’amministrazione avvierà un programma strutturato di riapertura, riattivazione e rifunzionalizzazione degli spazi culturali inutilizzati o sottoutilizzati, trasformandoli in presidi vivi di produzione e fruizione culturale.
Particolare attenzione sarà dedicata alla costruzione di un sistema culturale diffuso, attraverso il coinvolgimento attivo dei quartieri e dei villaggi, con iniziative culturali decentrate e continuative, che rendano ogni comunità parte integrante della vita culturale cittadina.
Saranno sviluppati percorsi culturali tematici permanenti (Messina storica, Messina dello Stretto, Messina religiosa, Messina contemporanea), con segnaletica, narrazione e strumenti digitali integrati.
Infine, verrà promosso il collegamento strutturale tra cultura, turismo ed economia, affinché il patrimonio non sia solo conservato ma diventi un motore attivo di sviluppo, occupazione e attrattività
12.2 Produzione culturale, eventi e industria creativa
MESSINA… una città viva è una città che produce cultura, non solo la ospita.
La musica è la voce di una città: quando suona insieme, una comunità cresce.
LA VISIONE
La cultura non può essere considerata un elemento accessorio o uno strumento occasionale di comunicazione. Deve tornare ad essere una leva strutturale di sviluppo, capace di generare identità, partecipazione e crescita economica.
Messina non può più accontentarsi di una programmazione frammentata, basata su eventi sporadici e non inseriti in una visione complessiva. È necessario superare un approccio limitato e costruire un sistema culturale aperto, inclusivo e competitivo, capace di dialogare con contesti nazionali e internazionali.
L’Amministrazione intende promuovere una visione ampia di cultura, che valorizzi l’intero patrimonio cittadino: storico, artistico, monumentale, teatrale, letterario e musicale, riconoscendo il ruolo fondamentale degli operatori culturali, degli artisti e delle realtà del territorio.
Allo stesso tempo, Messina deve compiere un salto di paradigma: da città che consuma cultura a città che la produce, la sviluppa e la esporta.
Oggi esiste un tessuto creativo vivo ma fragile: musicisti, artisti, tecnici, videomaker e operatori culturali che operano spesso in condizioni di precarietà e senza un ecosistema strutturato in grado di sostenerli nel tempo. Gli eventi, pur presenti, sono troppo spesso discontinui, scollegati tra loro e incapaci di costruire identità e attrattività duratura.
In un contesto contemporaneo, la produzione culturale rappresenta una vera industria: genera economia, occupazione, innovazione e posizionamento territoriale. Le città che investono in cultura contemporanea diventano attrattive per giovani, imprese e capitali.
L’obiettivo è costruire un ecosistema culturale stabile, partecipato e qualificato, capace di rendere Messina una città viva, attrattiva e riconoscibile, sostenendo i talenti locali, attrarre produzioni esterne e generare un’identità contemporanea forte.
Messina deve diventare una città che crea, non solo una città che ospita.
L’AZIONE
L’Amministrazione promuoverà la costruzione di un sistema culturale strutturato, basato sulla programmazione continuativa e sul coinvolgimento attivo delle realtà del territorio. Saranno attivate commissioni tematiche e tavoli permanenti di confronto, con l’obiettivo di ascoltare, coordinare e valorizzare le proposte provenienti dai diversi settori culturali.
Sarà istituito l’Ufficio “Notte della Cultura”, con funzione di coordinamento e sviluppo di un grande evento identitario a cadenza annuale, progettato come esperienza diffusa su tutta la città. L’iniziativa coinvolgerà istituzioni, spazi culturali, artisti e operatori, trasformando Messina in un percorso continuo di arte, musica, spettacolo e cultura, supportato da strumenti di comunicazione e fruizione accessibili. Saranno individuati e attrezzati spazi dedicati alla produzione e all’esposizione artistica, offrendo agli artisti messinesi opportunità concrete di visibilità e crescita, attraverso una direzione artistica qualificata e permanente.
Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione della Galleria d’Arte Moderna di Messina (GAMM), che sarà restituita pienamente alla sua funzione museale e culturale, attraverso una gestione stabile e affidata a figure con adeguate competenze tecnico-scientifiche. La GAMM tornerà ad essere un punto di riferimento per la produzione culturale cittadina, ospitando mostre, eventi e iniziative di livello, capaci di rafforzare il posizionamento culturale della città.
L’Amministrazione attiverà inoltre un programma strutturato di sostegno alla produzione culturale, attraverso bandi annuali, incentivi e strumenti di accompagnamento dedicati ad artisti, associazioni e imprese creative, con criteri chiari e continuità nel tempo.
Sarà promosso un hub creativo cittadino, attraverso la riqualificazione di spazi pubblici inutilizzati, destinato alla produzione musicale, audiovisiva e artistica, dotato di servizi, attrezzature e supporto professionale, accessibile ai giovani creativi del territorio.
Verrà valorizzata la Film Commission del comune di Messina, con l’obiettivo di attrarre produzioni audiovisive e musicali, semplificare le procedure autorizzative e promuovere la città come location e luogo di produzione nel contesto nazionale e mediterraneo.
L’area metropolitana di Messina e Reggio Calabria sarà protagonista con la realizzazione di un festival cinematografico dello Stretto, per riprendere la grande storia della Rassegna Internazionale del Cinema nata nel 1955. Verrà riproposto l’ingresso del Comune di Messina nella Fondazione Taormina Arte Sicilia, insanamente estromesso dalla gestione Basile – De Luca.
Realizzazione di una rete che vedrà protagonisti i teatri di Messina, Taormina e Catania, con un nuovo soggetto giuridico, una nuova Fondazione
Particolare centralità sarà data agli eventi come strumenti di identità e sviluppo: sarà creato un grande festival musicale annuale della città di Messina, community based, pensato come un raduno stabile e riconoscibile, capace di richiamare pubblico da fuori, coinvolgere artisti locali e nazionali e costruire nel tempo una vera comunità attorno alla musica. Il festival non sarà un evento isolato, ma il punto culminante di una programmazione culturale continua, con eventi diffusi durante l’anno, capaci di attivare quartieri, villaggi e spazi urbani, includendo in maniera attiva la comunità locale.
Rafforzare le attività culturali, promuovendo nel mondo scolastico e Universitario, in sinergia con Enti Pubblici e privati, iniziative e attività culturali di formazione sviluppo e produzione, finalizzate alla realizzazione di un festival internazionale multidisciplinare, una sorta di “Expo dello Stretto di Messina”, di arte, musica, cinema, enogastronomia, teatro, cinema, danza, innovazione, del mare.
Saranno inoltre incentivati circuiti permanenti di eventi (musica, teatro, arti performative) attraverso la collaborazione con operatori pubblici e privati, tra cui l’Ente Teatro di Messina e il Conservatorio Corelli, creando una rete stabile di programmazione e produzione.
Il Teatro di Messina, tra i più antichi d’Europa, dovrà tornare ad essere il principale riferimento culturale della città. In questa prospettiva, saranno avviati interventi di manutenzione straordinaria e restauro conservativo, accompagnati da un progetto di rilancio che preveda la creazione di un’Orchestra Sinfonica stabile, patrimonio della città dello Stretto, capace di renderlo competitivo a livello nazionale.
L’Amministrazione favorirà infine l’integrazione tra cultura e lavoro, sostenendo la nascita e il consolidamento di imprese creative nei settori della musica, dell’audiovisivo, della comunicazione e delle arti visive, anche attraverso l’accesso a fondi regionali, nazionali ed europei.
L’obiettivo è superare definitivamente una logica episodica della cultura, costruendo un sistema continuo, qualificato e capace di generare valore sociale, culturale ed economico per l’intero territorio. Messina deve diventare un luogo in cui chi crea non è costretto ad andare via, ma trova spazio, strumenti e opportunità per restare e crescere.
Nel 2030 si celebra il 600° anniversario dalla nascita di Antonello da Messina.
Il grande evento sarà celebrato a partire dal 2026 con la realizzazione di eventi, mostre, convegni ed attività che ne celebrino il valore storico e culturale.
Sarà anche l’occasione per il restauro e la ricerca archeologica dell’area della ex Chiesa di Santa Maria del Gesù a Giostra, in forma congiunta con l’ente ecclesiale e la soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina, rendendo l’intervento punto centrale per la restituzione culturale e costruendo identità e valori per la città ed in modo particolare per quella porzione urbana.
Sarà realizzato in città un percorso archeologico urbano per rendere possibile la fruizione e la valorizzazione di monumenti della città antica di Zancle Messana messe in luce in passato che oggi versano in uno stato di abbandono. A partire dalle strutture del Foro Romano nel cortile interno del Municipio proseguendo nelle Tombe a Camera di età greca di Largo Avignone fino ai Tempietti dell’età della fondazione greca conservati all’interno del Palazzo Colapesce, una moderna costruzione situata all’inizio della via La Farina, per terminare nella Tolos scoperta a Gazzi.
Sarà resa cogente la normativa vigente in materia di Archeologia preventiva che prescrive per tutte le opere pubbliche anche in area urbana la realizzazione di studi sul possibile rischio di intercettare presenze archeologiche durante lavori di scavo o di demolizione di strutture esistenti, al fine di non causare gravissimi danni al patrimonio archeologico conservato nel sottosuolo della nostra millenaria città. Il rispetto della normativa non preclude anzi tutela la realizzazione delle opere pubbliche.
Vogliamo sviluppare una politica che incentivi e valorizzi La Galleria Vittorio Emanuele come area commerciale di qualità, privilegiata, protetta. Un salotto per tutti e non solo per circuiti isolati e spesso specchio di una decadenza che coinvolge i giovani, vittime dell’assenza di impegno da parte delle istituzioni.
il Mercato Muricello è uno spazio identitario di una zona della città vivace e produttiva. Vanno valorizzate le attività in atto e saranno avviate iniziative tese ad esaltarlo anche come centro culturale e sociale che incentivi la creatività giovanile, le arti, la musica e il teatro sperimentale.
12.3 Spazi culturali, rigenerazione urbana e presidi di comunità
MESSINA… una città che vive i suoi spazi è una città che rinasce.
I luoghi abbandonati non sono vuoti: sono opportunità non ancora realizzate.
LA VISIONE
Messina è una città ricca di spazi, ma povera di luoghi vissuti. Esistono strutture pubbliche inutilizzate, edifici abbandonati, spazi urbani non valorizzati che oggi rappresentano un vuoto fisico e sociale. Allo stesso tempo, molte energie culturali e associative non trovano luoghi in cui esprimersi e crescere.
Questa distanza tra spazi disponibili e bisogni reali genera marginalità, degrado e perdita di opportunità, soprattutto nei quartieri e nei villaggi.
La rigenerazione urbana non può essere solo edilizia: deve essere culturale e sociale. Gli spazi devono tornare a essere luoghi di produzione, incontro, partecipazione e identità.
L’obiettivo è trasformare gli spazi inutilizzati in presidi culturali e di comunità, capaci di attivare processi di inclusione, sicurezza e sviluppo locale.
L’AZIONE
L’amministrazione avvierà un censimento completo degli spazi pubblici inutilizzati o sottoutilizzati, con l’obiettivo di costruire una mappa chiara delle opportunità presenti sul territorio.
Sarà attivato un programma strutturato di rigenerazione urbana a base culturale, finalizzato alla riapertura e rifunzionalizzazione di edifici e spazi abbandonati, trasformandoli in centri culturali, allestimento spazio per mostre, laboratori creativi, sale prove e luoghi di aggregazione.
Verranno introdotti strumenti di affidamento e gestione condivisa, coinvolgendo associazioni, giovani, operatori culturali e terzo settore, attraverso bandi trasparenti e modelli sostenibili di utilizzo degli spazi.
Particolare attenzione sarà dedicata ai quartieri e ai villaggi, attraverso la creazione di presidi culturali di prossimità, capaci di attivare comunità locali, offrire opportunità ai giovani e contrastare marginalità e isolamento. Nel quadro delle politiche di valorizzazione dei borghi storici, sarà sviluppato un progetto specifico per Camaro Superiore, riconosciuto per il suo impianto storico di grande valore, noto come ‘Casba’, legato anche alle origini arabe del territorio. L’intervento prevede la realizzazione di una galleria d’arte diffusa nel borgo.
Saranno promossi interventi di riqualificazione degli spazi urbani aperti (piazze, aree dismesse, waterfront), trasformandoli in luoghi di vita culturale e sociale.
La cultura diventerà così uno strumento concreto di rigenerazione urbana, capace di restituire valore ai luoghi e rafforzare il senso di comunità.
12.4 Enogastronomia, filiere locali e identità popolare
MESSINA… una città che riconosce i suoi sapori riconosce se stessa.
L’identità di un territorio passa anche dalla sua tavola: tradizione, lavoro e comunità nello stesso piatto.
LA VISIONE
L’enogastronomia messinese rappresenta uno dei patrimoni più autentici e riconoscibili della città: una cultura fatta di tradizioni popolari, prodotti locali, lavoro artigianale e relazioni sociali.
Dalla granita alla panificazione, dal pescato dello Stretto alle produzioni agricole dei villaggi, fino alla tradizione vitivinicola dei territori messinesi, esiste un sistema diffuso di saperi e pratiche che racconta in maniera profonda l’identità della città.
Il vino, in particolare, rappresenta una delle espressioni più alte del rapporto tra territorio, cultura e lavoro: un elemento identitario che unisce paesaggio, tradizione agricola e innovazione, ma che oggi non è ancora pienamente valorizzato come asset strategico della città.
Tuttavia, questa ricchezza complessiva non è ancora organizzata come sistema economico integrato. Le produzioni locali, la ristorazione, i mercati e le filiere agricole vivono spesso in modo disconnesso, senza una strategia comune capace di valorizzarli e renderli competitivi.
In questa prospettiva, il recupero delle grandi tradizioni pubbliche della città assume un valore strategico.
L’obiettivo è costruire una filiera enogastronomica territoriale strutturata, in cui il vino, i prodotti locali e la tradizione culinaria diventino elementi centrali di un sistema capace di generare valore economico, rafforzare l’identità e creare nuove opportunità di sviluppo.
L’AZIONE
L’amministrazione promuoverà la creazione di una rete enogastronomica cittadina, che metta in connessione produttori locali, aziende agricole, cantine, ristoratori e operatori del settore, favorendo sinergie e valorizzazione delle filiere.
Particolare centralità sarà data alla valorizzazione della filiera DOC (Faro d.o.c. e Mamertino d.o.c.) del vino messinese, attraverso il sostegno alle cantine del territorio, la promozione coordinata dei vini locali e la creazione di eventi e iniziative dedicate, capaci di posizionare Messina anche nel panorama vitivinicolo regionale e nazionale. Verranno sviluppati percorsi del vino e del gusto, integrati con i territori collinari e i villaggi, con l’obiettivo di connettere produzione, paesaggio e fruizione esperienziale. Il territorio messinese vanta due perle enologiche che il mondo ci invidia. L’amministrazione interverrà sulla riqualificazione e valorizzazione dei mercati cittadini, trasformandoli in spazi vivi e attrattivi, non solo luoghi di vendita ma presidi di identità e socialità.
Sarà realizzato un Mercato Centrale di Messina, ispirato ai modelli di Firenze, Roma e Milano, come spazio coperto e permanente dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio. Un luogo che unisce vendita, ristorazione, degustazione e racconto delle filiere locali, capace di diventare punto di riferimento quotidiano per cittadini e visitatori. Il Mercato Centrale sarà concepito come hub urbano della qualità, della socialità e della cultura del cibo, valorizzando produttori locali, artigiani e nuove imprese del settore.
Dallo street food della rosticceria, all’arte dolciaria, passando per i protagonisti gastronomici del mare fino alla “braciola messinese”, l’involtino conosciuto ed ovunque apprezzato come elemento identitario della nostra città, al quale faremo riconoscere il marchio di qualità europeo di Indicazione Geografica Protetta. L’esperienza gastronomica di Messina non si spiega, si assaggia e non si dimentica più.
Saranno promossi eventi enogastronomici strutturati e continuativi, capaci di valorizzare le tradizioni locali e costruire appuntamenti riconoscibili nel tempo.
Verranno sostenute le imprese locali attraverso strumenti di accompagnamento, accesso a finanziamenti e semplificazione amministrativa, favorendo lo sviluppo di attività legate alla trasformazione alimentare e alla ristorazione.
Messina deve passare da tradizione diffusa a sistema organizzato: il progetto quindi si presenta come al mondo come un unico brand “Stretto Experience”.
12.5 Messina SI…fiera
Messina merita una fiera all’altezza della sua storia. Recuperiamo le Officine F.S.: dove batteva il ferro batterà il cuore dell’economia cittadina
LA VISIONE
La Fiera di Messina, istituita nel 1296 da Federico II d’Aragona come “fiera franca”, esente da tributi, rappresenta uno degli esempi più significativi della vocazione storica della città come nodo di scambi, relazioni e produzione economica nel Mediterraneo.
Dalla sua affermazione nel XV secolo fino alla rinascita nel Novecento con la Campionaria internazionale, la Fiera ha incarnato per secoli il punto di incontro tra commercio, cultura, innovazione e identità urbana. Non era solo un evento, ma un sistema vivo capace di generare economia, attrarre flussi, costruire relazioni e rafforzare il ruolo strategico di Messina nel contesto mediterraneo.
L’interruzione nel 2012 ha segnato non soltanto la fine di una manifestazione, ma la perdita di una funzione strutturale per la città: quella di piattaforma permanente di scambio, promozione e sviluppo.
Ripensare oggi la Fiera di Messina in chiave contemporanea significa recuperare questa vocazione storica e trasformarla in uno strumento moderno, stabile e competitivo, capace di connettere economia, turismo, cultura e innovazione.
La nuova Fiera dovrà essere non solo un evento, ma un’infrastruttura economica e sociale permanente, in grado di valorizzare le eccellenze locali, attrarre operatori nazionali e internazionali e restituire alla città un ruolo attivo nei circuiti produttivi e culturali del Mediterraneo.
In questa prospettiva si inserisce anche la necessità di recuperare e riqualificare un’area dedicata alla nuova Fiera di Messina, trasformandola in uno spazio moderno, multifunzionale e aperto alla città: un luogo capace di ospitare eventi multisettoriali durante tutto l’anno, sviluppare attività convegnistiche, favorire l’incontro tra imprese e cittadini e diventare un nuovo punto di riferimento per la socialità e la valorizzazione delle filiere territoriali.
L’AZIONE
Sarà avviato il progetto “Fiera di Messina 2.0”, con l’obiettivo di riportare la città al centro delle relazioni economiche e culturali del Mediterraneo, attraverso la creazione di un sistema fieristico contemporaneo, strutturato e sostenibile.
La nuova Fiera sarà realizzata nell’area delle ex Officine Grandi Riparazioni (OGR) delle Ferrovie dello Stato (nella zona industriale regionale – ZIR), che si estende su una superficie di 55 mila metri quadrati, già nella disponibilità del comune a seguito dell’accordo con l’agenzia del Demanio (Piano Citta’)
La fiera sarà concepita come una piattaforma integrata capace di mettere in relazione enogastronomia, produzione locale, artigianato, innovazione, turismo esperienziale e filiere produttive, valorizzando il capitale identitario del territorio e trasformandolo in opportunità economica concreta.
Il un nuovo polo fieristico e culturale richiede una visione che sappia coniugare: l’archeologia industriale, al centro del dibattito sulla sostenibilità che preferendo il riuso adattivo mantiene viva la memoria collettiva di un territorio e crea valore aggiunto con l’estetica dei mattoni rossi, grandi vetrate e strutture in ferro, con l’innovazione tecnologica.
Spostare il baricentro di Messina verso sud, riqualificando un’area che per decenni è stata un “muro” tra la città e il mare, significa offrire finalmente uno spazio coperto di grandi dimensioni (che l’attuale Parco del Waterfront non può offrire).
Immaginiamo un progetto che non sia solo uno spazio espositivo, ma un vero cuore pulsante per la zona sud di Messina.
L’idea è di mantenere le campate originali per ospitare padiglioni fieristici a “pianta aperta”.
Vuoti flessibili, ideali per fiere campionarie, saloni nautici, esposizioni di auto d’epoca e carrozze d’epoca. Utilizzare le enormi superfici dei tetti per installare pannelli solari traslucidi, rendendo la struttura energeticamente autosufficiente, modello di sostenibilità.
Oltre alla fiera temporanea, una funzione quotidiana: un digital hub di coworking e startup che dedichi un’ala alle aziende tecnologiche e ai giovani creativi messinesi, creando un “incubatore” che sfrutti la vicinanza con il Policlinico e l’Università e un’arena Esports e Digitale. Uno spazio permanente per competizioni di gaming e workshop sulla realtà virtuale, attirando un target giovane che oggi manca nel panorama urbano.
Il progetto prevede inoltre la trasformazione di vecchi binari di raccordo in percorsi pedonali e ciclabili che collegano la stazione centrale direttamente alla nuova fiera.
L’area sarà collegata dal sistema ferroviario con il potenziamento ed efficientamento della limitrofa fermata “Gazzi” della Metroferrovia e via gomma raggiungibile lungo tutta la città dal porto di Tremestieri al Norimberga grazie al completamento della nuova “via del mare” e quindi senza congestionare il centro urbano/residenziale.
La visione non può prescindere dall’inserimento in un network nazionale e internazionale. L’obiettivo non è solo ospitare eventi locali, ma rendere Messina una tappa obbligatoria nel circuito fieristico del Mediterraneo.
Per rendere il polo competitivo, si punta a partnership o gemellaggi del settore, per sfruttare il loro know-how per portare a Messina “spin-off” di fiere nazionali.
Sarebbe l’unico polo fieristico in Italia con un accesso ferroviario “attivo” nel cuore dell’esposizione. Una vera innovazione non solo per i passeggeri, ma per esposizione dinamica su rotaia.