1.1 Messina “100 paesi”
MESSINA, CENTO PAESI, UNA CITTÀ… una realtà plurale che deve tornare a essere governata nella sua complessità.
LA VISIONE
Messina non è una struttura urbana uniforme, ma un sistema articolato di comunità che si differenziano per storia, morfologia, funzione e bisogni. Le marine affacciate sullo Stretto, i villaggi collinari, i quartieri popolari, le aree residenziali e i territori fragili costituiscono un insieme complesso in cui coesistono criticità profonde e potenzialità ancora inespresse.
Per lungo tempo questa complessità è stata trattata come un problema da semplificare, anziché come una risorsa da governare. Realtà profondamente diverse sono state amministrate attraverso strumenti indistinti, producendo effetti evidenti: inefficacia degli interventi, dispersione delle risorse, perdita di rappresentanza e distanza crescente tra cittadini e istituzioni.
La visione proposta si fonda su un cambio radicale di approccio: riconoscere la pluralità come struttura costitutiva della città e costruire un modello amministrativo capace di intervenire per ambiti territoriali omogenei. Governare Messina significa entrare nel merito dei territori, distinguere le priorità, costruire risposte specifiche e garantire coerenza tra obiettivi, strumenti e risorse.
L’AZIONE
Questa visione si traduce in una vera architettura di governo territoriale, articolata in sei ambiti strategici: marine costiere, frazioni collinari, sistema lagunare, periferie di edilizia pubblica, semiperiferie residenziali e aree a rischio, ciascuno oggetto di interventi mirati, coerenti e integrati.
Per quanto riguarda le aree costiere, l’erosione non potrà più essere affrontata con interventi episodici e discontinui, ma attraverso una strategia strutturata, fondata su studi idraulici, progettazione integrata e un’interlocuzione stabile con la Regione e gli enti competenti, con l’obiettivo di proteggere nel tempo la linea di costa, gli insediamenti, la viabilità e gli spazi urbani. In parallelo, sarà realizzato un sistema costiero continuo, fatto di percorsi pedonali, affacci panoramici, illuminazione e arredo urbano, capace di ricucire spazi oggi frammentati e restituire alle marine un fronte mare finalmente vissuto e riconoscibile.
Nelle frazioni collinari, l’azione amministrativa sarà orientata a contrastare lo spopolamento attraverso un programma di recupero degli immobili inutilizzati, incentivi alla residenza e riattivazione dei borghi, favorendo nuove forme di abitare stabile e temporaneo, lavoro da remoto e ospitalità diffusa. Nessun territorio può essere considerato vitale se non è connesso: per questo sarà garantita una rete di mobilità minima, attraverso navette dedicate, servizi a chiamata e connessioni con i principali nodi urbani, trasformando la mobilità di prossimità in un servizio essenziale.
Nelle semiperiferie e nei quartieri residenziali, l’azione sarà orientata alla costruzione di centralità urbane riconoscibili, attraverso la realizzazione di piazze, spazi di incontro e servizi di prossimità accessibili, capaci di ridurre la dipendenza dagli spostamenti e rafforzare il senso di comunità. Gli interventi saranno progettati per migliorare la continuità degli spazi, la qualità dell’abitare e le relazioni sociali, trasformando aree oggi anonime in luoghi identitari e vissuti.
Tutti gli interventi saranno sviluppati attraverso un processo amministrativo rigoroso e verificabile nel rispetto del D.Lgs. 36/2023 (Nuovo Codice degli Appalti). Si partirà dal Documento di indirizzo alla progettazione, in cui saranno definiti bisogni, obiettivi e risultati attesi, per poi procedere con il progetto di fattibilità tecnico-economica, che consentirà di tradurre le scelte in interventi concreti, con analisi tecniche, stime economiche e tempi di realizzazione. Seguirà la progettazione esecutiva, finalizzata alla cantierabilità, che definisce compiutamente l’intervento in ogni dettaglio, comprensivo di cronoprogramma e piano di manutenzione, pronto per l’esecuzione dei lavori. Solo a seguito della verifica e validazione per accertarne la conformità e la realizzabilità con copertura finanziaria si procederà all’affidamento tramite gara pubblica.
Ogni intervento sarà accompagnato da un cronoprogramma pubblico, aggiornato e accessibile, per garantire trasparenza, controllo diffuso e responsabilità amministrativa. Le principali fonti di finanziamento saranno il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, il programma Metro Plus 2021–2027, il PO FESR Sicilia, i Contratti Istituzionali di Sviluppo e gli accordi con il Demanio. La capacità di attivazione stimata è compresa tra 60 e 100 milioni di euro nel primo triennio, con una programmazione orientata a generare risultati concreti, misurabili e duraturi.
1.2 Decentramento amministrativo e Amministrazione condivisa
Il Comune deve avvicinarsi ai cittadini, non i cittadini al Comune
LA VISIONE
Messina è oggi una città fortemente centralizzata, in cui le decisioni, le risorse e le risposte ai problemi quotidiani sono concentrate a Palazzo Zanca. Questo modello ha progressivamente allontanato l’amministrazione dai cittadini, generando inefficienza, lentezza e sfiducia.
Il decentramento amministrativo rappresenta una scelta strutturale e non organizzativa: significa ripensare il funzionamento della macchina comunale, riconoscendo nei quartieri e nelle circoscrizioni il primo livello di governo della città.
Messina è una città complessa, articolata in quartieri, villaggi e comunità con esigenze differenti. Governarla in modo efficace significa costruire un modello policentrico, in cui ogni territorio abbia strumenti reali per intervenire sui problemi quotidiani.
In questa prospettiva, le circoscrizioni devono evolvere da organi consultivi a veri centri operativi dell’amministrazione, capaci di programmare, gestire e risolvere.
L’AZIONE
L’amministrazione attuerà una riforma strutturale del decentramento, trasferendo alle circoscrizioni competenze, risorse e responsabilità operative sui servizi di prossimità.
I fondi oggi gestiti in modo centralizzato per interventi su manutenzione urbana, verde, viabilità locale e servizi quotidiani saranno progressivamente attribuiti alle municipalità, garantendo autonomia decisionale e capacità di intervento diretto.
A ogni circoscrizione sarà assegnata una dotazione amministrativa e tecnica stabile, comprensiva di personale dedicato e di una figura dirigenziale responsabile della gestione operativa del territorio, in grado di coordinarsi con l’amministrazione centrale ma con margini reali di autonomia.
I presidenti di circoscrizione assumeranno un ruolo pienamente rappresentativo e operativo, configurandosi come veri e propri riferimenti istituzionali dei quartieri, con responsabilità diretta nella gestione delle criticità e nel rapporto con i cittadini. Parteciperanno alle riunioni della Giunta Comunale quando saranno trattati argomenti di interesse circoscrizionale. Sarà, inoltre, realizzata la Conferenza dei Presidenti con riunioni mensili.
Saranno attivate risorse aggiuntive attraverso fondi extra-bilancio, programmi europei e strumenti di finanziamento dedicati ai territori, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di intervento delle circoscrizioni.
Parallelamente sarà avviato un piano di riqualificazione e rifunzionalizzazione delle sedi circoscrizionali, che diventeranno veri e propri presìdi civici di quartiere: luoghi accessibili, riconoscibili e dotati di servizi, in grado di semplificare il rapporto tra cittadini e amministrazione.
Sarà inoltre previsto un presidio territoriale della polizia municipale in ogni circoscrizione, per garantire maggiore controllo, sicurezza e tempestività di intervento.
1.3 Programmi territoriali integrati
Ogni territorio deve avere una funzione chiara, riconoscibile e sostenuta da interventi coerenti.
LA VISIONE
Messina non può essere governata attraverso interventi frammentari. Le aree costiere, le frazioni collinari e il sistema lagunare rappresentano sistemi territoriali distinti, ciascuno con una propria logica insediativa, economica e sociale.
Le marine devono tornare a essere spazi centrali della vita urbana e produttiva, superando la condizione di marginalità lineare lungo la costa. Le colline devono essere contrastate nel loro processo di spopolamento e trasformate in luoghi nuovamente abitabili e connessi. Il sistema lagunare deve evolvere da spazio frammentato a piattaforma ambientale, turistica e identitaria di scala mediterranea.
La strategia non consiste nell’accumulare interventi, ma nel costruire sistemi coerenti, in cui infrastrutture, spazio pubblico ed economia locale siano integrati.
L’AZIONE
Per le marine costiere del versante sud sarà realizzato un sistema continuo di lungomare, capace di connettere Galati, Mili Marina, Briga Marina e Santa Margherita attraverso percorsi pedonali, spazi pubblici e servizi, con un investimento stimato tra 12 e 18 milioni di euro. A questo si affiancherà un programma strutturale di difesa costiera, basato su studi idraulici e progettazione integrata, con un fabbisogno tra 10 e 20 milioni di euro, oltre a interventi leggeri di valorizzazione economica locale, come le “strade del gusto”, finanziati anche attraverso fondi immateriali.
Per le frazioni collinari sarà attivato un programma di riabilitazione fondato sul recupero del patrimonio edilizio esistente, sull’incentivazione alla residenza e sullo sviluppo di nuove forme di abitare, accompagnato da una rete di mobilità minima garantita e dalla valorizzazione dei sentieri dei Peloritani come infrastruttura di turismo lento. L’investimento complessivo previsto è di circa 8 milioni di euro.
Per il sistema lagunare di Ganzirri, Torre Faro e Capo Peloro sarà realizzato un progetto unitario di parco urbano e naturalistico, con percorsi, accessi e servizi integrati, accompagnato da un programma di economia turistica organizzata. L’obiettivo è trasformare un insieme frammentato in una destinazione riconoscibile, con un investimento stimato tra 10 e 14 milioni di euro.
1.4 Rigenerazione urbana, servizi di prossimità e sicurezza territoriale
La qualità della vita si costruisce nello spazio quotidiano: quartieri, servizi e sicurezza devono tornare centrali.
LA VISIONE
Le periferie e le semiperiferie di Messina rappresentano oggi uno dei principali ambiti di criticità urbana. Si tratta di territori spesso privi di centralità, con servizi distribuiti in modo disomogeneo, spazi pubblici poco qualificati e un’identità urbana debole.
A queste criticità si aggiunge la presenza di aree segnate dal rischio idrogeologico e da eventi calamitosi, dove la sicurezza rappresenta la condizione primaria per qualsiasi prospettiva di sviluppo.
La visione integra quattro dimensioni tra loro interdipendenti: rigenerazione dello spazio urbano, costruzione di servizi di prossimità, miglioramento della mobilità territoriale e messa in sicurezza del territorio. A queste si affianca un lavoro sulla memoria e sulla resilienza, necessario per restituire identità e fiducia alle comunità.
Infine, si intende garantire a tutti i cittadini, anche nei villaggi più periferici, gli stessi diritti e opportunità, superando l’isolamento fisico e digitale.
L’AZIONE
Sulla rigenerazione urbana si interverrà con programmi diffusi su piazze, spazi pubblici, aree verdi, impianti. Gli interventi di rigenerazione urbana interesseranno piazze, spazi aperti, aree verdi, impianti sportivi e percorsi pedonali, con una dotazione finanziaria compresa tra 25 e 30 milioni di euro, finanziata attraverso Metro Plus e Fondo Sviluppo e Coesione. I cantieri saranno attivati per lotti progressivi, a partire dai quartieri prioritari.
Parallelamente saranno sviluppati servizi di prossimità, attraverso la realizzazione di centri civici, presìdi sociali e spazi dedicati a giovani, famiglie e anziani, con un investimento di circa 5 milioni di euro.
Sulle semiperiferie sarà avviato un programma di costruzione di centralità urbane, attraverso la realizzazione di piazze, spazi di incontro e servizi accessibili, accompagnato da interventi di mobilità urbana finalizzati a migliorare connessioni, sicurezza viaria e accessibilità.
Per le aree a rischio sarà implementato un piano strutturale di messa in sicurezza, basato su interventi di difesa idrogeologica, consolidamento dei versanti, manutenzione straordinaria e monitoraggio continuo, con risorse comprese tra 20 e 30 milioni di euro provenienti da FSC, Protezione Civile e Regione Siciliana.
A questi interventi si affiancheranno azioni dedicate alla memoria e alla resilienza, attraverso percorsi culturali, recupero degli spazi pubblici e programmi di valorizzazione territoriale, con un investimento stimato tra 1 e 2 milioni di euro. L’obiettivo è superare la condizione di marginalità legata al rischio e restituire a questi territori una prospettiva stabile di futuro.
Attivazione di soluzioni immediate di connettività nei villaggi privi di fibra, attraverso accordi con operatori satellitari (come Starlink o equivalenti), per garantire internet veloce a famiglie, studenti e imprese, in attesa del completamento delle infrastrutture tradizionali.